2012 in review

Pubblicato gennaio 1, 2013 da sere94

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 3.200 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 5 years to get that many views.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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Dopo più di un anno eccomi.

Pubblicato giugno 14, 2012 da sere94

Ciao a tutti,

ho ritrovato la voglia di scrivere qualcosa, di riuscire finalmente a dire che sono più felice e serena, anche se alcune cose mi impediscono di esserla completamente. Alla fine del 2011 è cambiato tutto ho tutto quello che voglio, tranne un papà che non si accorge che non sta per niente facendo il papà con i suoi due figli di sangue, ma con una che non è neanche sua figlia, lo manderei volentieri a farsi fottere ma no tanto non servirebbe a nulla, farebbe solo il finto tondo dicendo che lui fa già tanto, si nel suo film mentale. Ieri sera mi sono sfogata urlado, anche se la mia mamma non c’entrava, sul fatto che se mio padre deve comportarsi così era meglio che non mi faceva sarei stata meglio, non è un padre è solo uno che cerca di fare il padre ma non ci riesce perchè pensa solo a se stesso e a quello che desidera lui.  Ho proprio appena ricevuto un messaggio da una delle persone che amo di più la Mia Mamma ❤ mi ha scritto <<Buongiorno donnina mia, sono stata fortunatache il buon dio mia abbia donato la figlia che ho, sei la mia vita tvtttb (scrive più moderno di me) sia tu sempre serena, al tuo fianco ci sono e ci sarò sempre un bacio>>. Che Donna meravigliosa, ha una forza e un energia che io non riuscirei mai a tirare fuori, voglio essere come lei, essere un’eccellente madre. Sono felice e serena ho ritrovato il Mio Amore perduto, la mia famiglia (togliendo mio padre) è unica, e la mia vita più tranquilla da quando è finita la scuola, anche se purtroppo mi manca l’ultimo anno con la maturita. Avevo bisogno di questo sfogo, tornerò a scrivere più spesso.

P.S: Mio fratello si è sposa a 18anni non è fantastico!!?? Matrimonio favoloso erano splendidi, cognata che sembra mia sorella dal bel legame che abbiamo. Credo di avere la famiglia più bella del mondo (escludendo mio padre da tutto questo). Sembriamo la famiglia dei film quelle che non si distruggono mai.

“Vorrei sentir di nuovo la tua voce, amore”

Pubblicato agosto 20, 2011 da sere94

Una conversazione veramente commevente da leggere, io personalmente non sono riuscita a trattenere le lacrime:

Sono passate le dieci di sera, sonnecchio sul mio letto con il pc in braccio, quando mi squilla il cellulare. Prima di rispondere resto a fissare per qualche secondo il display, il numero è sconosciuto. – Pronto? Un attimo di silenzio, poi eccolo che parla. – Amore… Dall’altra parte c’è una voce che conosco fin troppo bene. Appena la sento sul mio viso si dipinge un sorriso luminoso, gli occhi diventano lucidi, come li bagnasse la felicità. – Ehi, amore. Ciao. – Pensavo che tra me e lui fosse finita sul serio, pensavo che mi avesse lasciata una volta per tutte perché è una testa di cazzo e crede di essere una merda, di non meritarmi. Perché si sente in colpa persino a dirmi “ti amo”. – Ti pare così strano che sia io? – Mi legge nel pensiero. Dietro la sua voce leggermente roca sento il rumore del traffico. È fuori casa, chissà dove. – Mi dispiace di averti lasciata, due giorni fa. Non me ne può fregare un cazzo, che mi ha lasciata. Adesso lo sento di nuovo con me. – Non fa niente, mi sei mancato da morire. – Anche tu. Troppo. – Sospira. – Stasera mi devi fare delle promesse. – Perché? – Qualunque cosa accada voglio stare tranquillo. Non lo capisco. – Cosa dovrebbe accadere? – Parla strano. – Non so… metti che domattina mi alzo, e faccio lo stronzo come due giorni fa. Metti che mi succede qualcosa… – Rimane in silenzio. Il cuore inizia a tremare. – Ma non ti succederà niente. – Lui non risponde, allora mi spavento sempre più seriamente. Quel silenzio mi sta uccidendo, mi priva di ogni certezza. – Dove cazzo sei? – Non sono affari tuoi. – E’ secco, fin troppo. – Non ti ho chiamato per litigare, amore. – Dimmi dove sei… – Più che un ordine sembra una supplica. Ignora la mia domanda, come sempre, quando ritiene che sia meglio non rispondere. – Promettimi che se ci separiamo, tu vai avanti. Prometti che vai avanti anche senza di me, che continui la tua vita di sempre, che ti trovi un ragazzo migliore di me. – Quelle frasi mi fanno male. Se mi dice addirittura “trovati un altro” c’è qualcosa di serio che non va. Dietro le sue parole c’è un’altra voce, una voce che conosco fin troppo bene e che mi ha sempre spaventato. Scuoto la testa, ho le lacrime che mi appannano la vista. – Non c’è nessuno migliore di te. Non ci sarà mai nessuno. Nessuno. Non puoi chiedermi di sostituirti, perché non sei sostituibile. – Non voglio lasciarti da sola. – Non lasciarmi allora. Sta zitto qualche secondo. – Ti amo. – Sussurra poi. Dietro di lui quella voce, la voce di uno stronzo, lo chiama. – Voglio sapere dove sei, porca puttana. – Può sentire che sto piangendo, diamine, perché continua a chiudersi in se stesso se fa male ad entrambi? – Calmati. – Ecco che alza le difese, ecco che torna il freddo di ieri. – Se me ne andrò tieni stretta la mano ad Engy, e non lasciarla. Rimanete unite, sorridete. – Insiste con le promesse. – Mano nella mano, eh. Sempre, dovunque, qualunque cosa accada. Chiaro? Dio, mi tremano le mani. – Smettila di parlare come se fosse l’ultima volta, smettila. – Cristo, rispondi. – E’ nervoso. – Chiaro, okay, chiaro. – E io sono impanicata. Altro rumore di un clacson. Forse so dov’è, maledizione. – Dì ad Engy che le voglio bene, dille di seguire quelle quattro stronzate che le ho scritto, il testamento. Punto per punto, senza nessuna eccezione, non voglio sentire lamentele, mi danno al cazzo e lo sai. – Che discorsi sta facendo, io non lo so. – Voi siete mie, rimarrete mie per sempre, ma potrei accettare di prestarvi a qualche morto di figa con in testa un cervello, se non ci fossi. – Fa una pausa. – Mhm, dì ad Engy anche che è la mia migliore amica. Mi porto le ginocchia al petto, ci affondo il viso. L’unica cosa che sono capace di fare adesso, invece di supplicarlo di tornare. Invece di alzare il culo e andare da lui. – Gliele dici tu domani, queste cose. – Dico, cercando di sembrare convincente ad entrambi. – Amore, non fare la stronza. – Sempre più nervoso, yuppi. – Da che pulpito. Ride, è una risata finta, quasi seria. Poi quella voce lo chiama di nuovo. “Alza il culo, coglione, non possiamo fare niente qua.” Mi pare d’aver sentito. – Giuro che se mi chiami un’altra volta vengo là e ti stacco la testa. – Risponde lui, con la gentilezza di sempre. – Sei su Corso Francia? – Tiro ad indovinare. È l’unica strada di Roma che frequenta di solito con i suoi “amici”, trafficata anche di sera. – E va bene, sì. Ma tanto appena attacco con te cambiamo zona. – Fa il vago. Merda. – Tornando a noi due… avevo in mente tantissime cose da dirti, ma riassumendo, credo basterebbe ripeterti ancora che ti amo. – E’ serissimo mentre parla, serio come non mai. E potrei giurare di aver sentito la sua voce tremare, almeno quanto la mia. Mi asciugo qualche lacrima. Ogni volta che me lo dice mi faccio fregare, m’intontisce; sono una povera cogliona. – Io non ho mai amato, prima di conoscerti. Quindi al posto tuo, mi sentirei un’aliena, o qualcosa del genere. E mi dispiace non essere il romantico che vorresti, io ci provo a dirti cose tipo “andiamo tre metri sopra al cielo”, ma lo sai che le odio. Preferisco “tre metri sotto la tazza del cesso”. Moccia poi mi fa letteralmente cagare. Rido con le guance bagnate. Sta cercando di sdrammatizzare, di tornare a interpretare il forzuto che si sforza giorno per giorno di essere. – Va benissimo lo stesso, amore. – E dico sul serio cazzo, mi sta bene anche stare tre metri sotto il cesso, ce c’è lui con me. –Non ti accorgi del bene che mi fai, idiota… Quando sono vicino a te riesco a parlare con gli sconosciuti, a dire quello che penso. E arrossisco molto meno adesso, sai? Mi dai sicurezza. Ti ricordi com’ero quando stavo con Drew? Come mi sentivo? – Ti sentivi una nullità. – Non lo scorderà mai, credo. – Davvero con me stai meglio, amore? – Te lo giuro su quello che ho di più prezioso. – Quindi giuro su di lui. – Perché sei tu, io ti amo. Quando sei scazzato, quando piangi, quando sorridi, quando mi baci e quando mi fai scherzi idioti. – Nessuna mi aveva mai detto ‘ste cose. – Forse perché da nessuna ti lasci amare. – Mi sei mancata, e ora vorrei essere lì. Ho voglia della tua pelle, di te. Dio, quanto ho bisogno di sentire che ci sarà, oggi, domani e per mille altri giorni ancora. – Puoi esserci amore, basta che prendi la moto e vieni da me. – Ho da fare, qua. – Bene, è tornato l’uomo ghiaccio. – Non voglio nemmeno immaginare cosa. – In realtà sto immaginando, e vedo scene sin troppo nitide, scene che fa ripetere una dipendenza assurda, diventata follia. – Mi dispiace, amore, perdonami. – Non ti devo perdonare io. Chiedi scusa a te stesso per il modo in cui ti stai distruggendo. Silenzio. Ricominciano a scorrere le lacrime, mi odio da sola per quanto sono fragile in queste situazioni. In testa c’ho solo due parole: il suo nome, e la cocaina. Dovrei dire qualche cazzata per farlo sorridere adesso, ma so solo pregarlo. Sono fragile io, non forte. Sono nata fragile, molto più di lui. Sono fatta di una fragilità che non fa danno solo a me stessa, ma anche agli altri: crollo soltanto nel vederlo soffrire. Accetto la situazione per com’è, lo guardo e grido, chiedo aiuto, ma non so nemmeno a chi. Non so nemmeno se qualcuno mi sente. E tutto quello che è successo dopo è stata anche colpa mia, perché ho sempre aspettato che il papà cambiasse comportamento e si prendesse le sue responsabilità di genitore, che ritirasse le mani e la smettesse con le botte. Ho sempre aspettato che suo fratello gli indicasse il giusto e lo sbagliato, ho sempre aspettato e sperato che al centro di recupero di Villa Maraini facessero miracoli, che lo facessero smettere, che gli levassero ‘sta dipendenza come ci si leva un paio di scarpe, quando le prime parole che m’aveva detto quel volontario sono “noi non facciamo miracoli”, e anche “Lui non può smettere per te, non può smettere per gli altri. Deve smettere per sé stesso, perché si ama.” Ed è anche quello il problema. Lui non si ama, e non si amerà mai. Vorrebbe prendere a pugni lo specchio, quando ci si mette davanti. Colpa mia anche questo, sono stata incapace di dargli quella fiducia che gli manca, quell’autostima e quell’amore per sé che per un cocainomane è indispensabile, se vuole guarire. Se fosse qui credo che mi inginocchierei, l’abbraccerei, lo legherei perché stia fermo. Perché come ho già detto, nella mia fottuta fragilità, è l’unica cosa che saprei fare. – Molla tutto amore. Molla tutto, vieni da me. Ti prego… – E’ una supplica. – Shht, amore, calmati, andrà tutto bene. – Sta mentendo, lo posso sentire dal tono di voce, ne sono consapevole. Ma non so perché, io gli credo come una disperata. “Non importa che è illusione, l’importante è che m’illuda” disse lui stesso una volta. – Amore, non fare cazzate, per piacere… – Modalità piagnucolamento ON. La voce di prima lo chiama ancora. – Devo andare. – Sussurra. – Non fare cazzate, ascoltami… niente cazzate, ti prego. Ti prego amore, ti prego. – Respira. È tutto okay, ho tutto sotto controllo. – Darei la vita, affinché quella frase fosse vera. – Non voglio che ti succeda qualcosa… – Tranquilla. Pensa a quello che t’ho detto prima. – Va bene… – Ciao amore. Io ti amo cazzo. – Ciao amore, a domani. – Dì ad Engy che è la mia migliore amica, che le voglio bene. – Sì amore, me l’hai già detto. – Ciao. – Ciao, a domani. – E ripeto quell’ “a domani” perché ci credo sul serio. – Ti amo, ti amo, ti amo. – Sussurra per l’ultima volta, prima di attaccare. Poi c’è solo silenzio. E cazzo, ancora non pensavo che quel silenzio m’avrebbe accompagnato per il resto della vita.

Sognare

Pubblicato maggio 28, 2011 da sere94

Non immaginate neanche quanto mi piacerebbe poter essere, in questo preciso istante, su un’isola senza poter pensare hai problemi di tutti i giorni, pensare al nulla, però con me vorrei te, so che non accadrà mai però voglio sognare, provare a credere che un giorno tutto quello che desideriamo si avveri, se non in questa vita accadrà in un’altra, perchè i sogni esisono per farci vivere…

Troppo difficile

Pubblicato maggio 28, 2011 da sere94

Non capisco perchè tutto ciò che di bello avevo si debba distruggere per un fraintendimento, tu che sei tutta la mia vita perchè mi devi dimostrare di essere una persona differente da ciò che sei, vorrei solo che tu fossi sempre te stesso, e che non voglio che nascondi ciò che provi, mi dimostri che non te ne frega niente anche se so che non è così, ti conosco troppo bene.

Vorrei…

Pubblicato maggio 15, 2011 da sere94

Vorrei tanto poter essere in un’isola insieme a Te, forse sarebbe l’unico modo per stare bene insieme, senza nessuno che ci giudica, potremmo vivere il nostro amore senza preuccupazioni solo con la voglia di vivere ed essere felici, ma purtroppo la vita non è così, i credo che i nostri problemi nascono anche da persone che ci stanno intorno, vorrei soltanto che tu ascoltassi il tuo cuore e che facessi ciò che ritieni più giusto, vorrei essere felice con te, vorrei che fossi qui con me, credimi se ti dico che non riesco a smettere di pensare a te…